Il passato è un mare. Mi capita di navigarci per ore e ore, soprattutto di notte, su una barchetta un po' ammaccata che pare sempre sul punto di affondare.
E da questa imbarcazione perennemente provvisoria scruto senza sosta le profondità già note di un oceano tutto mio. E' un oceano popolato da esseri di ogni forma e dimensione: si parte da sorrisi, volti, parole che credevo di aver dimenticato per sempre, minuscoli pesciolini guizzanti e inafferrabili, fino ad arrivare alle balene più gigantesche e invadenti, scelte, eventi, persone che hanno influito in modo decisivo sulla mia vita. In mezzo gli squali dei rimpianti, le alghe degli errori.
A volte, quando navigo troppo a lungo, non riesco a trattenermi e faccio un tuffo; così, completamente immerso in quelle acque, mi sembra di rivivere gli attimi, di reincrociare gli sguardi, di riascoltare i silenzi. Con una punta di masochismo, mi lascio mordere dai rimpianti, osservo infastidito gli errori.
Sono acque narcotizzanti. Mi invade un senso di sonnolenza: mi sfiora quasi la tentazione di non tornare più alla mia barca scassata e di lasciarmi annegare qui. In questo mare dove ogni aspetto della vita, bello o brutto che sia, è fossilizzato per l'eternità. In questi abissi dove tutto è così immutabilmente certo da trasmettere un senso di sicurezza avvolgente.
Eppure, tra sogni lasciati a metà e miti tramontati, qualcosa non va. E' come se mancasse un pezzo, come se mancasse qualcuno. Mi guardo intorno e capisco: manco io.
Il futuro è una valle. La osservo incantato dalla sommità di un monte: si stende di fronte ai miei occhi in un'immensità attraente e minacciosa, enorme spazio libero in cui desidero lanciarmi e da cui sento il bisogno di fuggire. L'orizzonte non è limpido, ma nascosto da una fitta nebbia e ciò mi permette di tenere viva l'inconscia convinzione che non esista, che dinnanzi a me ci sia l'infinito.
Nell'aria vibra la sensazione di qualcosa che sta continuamente per compiersi. Musiche e profumi si intrecciano nel vento dei sogni più assurdi. Tra le fronde delle mie speranze si annidano bestie feroci, paure di fallimenti e delusioni che talvolta mi sorprendono a passeggiare per queste terre e mi si gettano addosso. Ma i loro morsi hanno qualcosa di evanescente, come tutto qui. Forse perché ogni cosa in questa valle è frutto della mia volontà; persino il dolore è in qualche modo una mia concessione.
Mi trovo a mio agio in questo luogo dove nulla ha una sua forma e sono io a modellare la realtà come e quante volte voglio: niente è ancora stato, dunque tutto può ancora essere. Luogo magico dove finalmente è il mondo a dipendere da me e non il contrario.
Da me. A proposito: io dove sono? Mi metto a cercare facendomi largo tra un grande amico ancora da conoscere e una stupenda poesia ancora da scoprire. Maledizione: io non ci sono neppure qui.
Nel passato sono un ricordo, nel futuro sono un'ipotesi. Perciò non posso che essere nel presente. Già, il presente... A volte mi dimentico quasi della sua esistenza: sono troppo occupato ad immergermi nel mare del passato o ad ammirare sognante la valle del futuro.
Il presente è un cammino che non può essere interrotto. Talvolta sembra una corsa; quando invece è schiacciato dal morbo della noia pare quasi fermarsi, ma in realtà, anche se impercettibilmente, procede. Accade troppo spesso che io ne svaluti le qualità, ne ignori le potenzialità. Vivo troppo tempo in un passato mitico che non tornerà o in un futuro ambito che non arriva mai; e il presente lo tratto come se non ci fosse, come un terreno arido che non ha nulla da dire o da dare. Così le mie giornate si riducono a inutili commemorazioni di tempi perduti o a sabati del villaggio senza scopo.
Basta.
Sono pronto a cimentarmi nell'impresa di riconquistare il presente: ne ho bisogno. Perché il presente è la mia sola arma per mutare la realtà. Realtà incerta e indomabile, ma l'unica in cui io viva.
Affronterò mille avversari che cercheranno di distogliermi dal mio obiettivo: dai predicatori del rimpianto del "pensa se non fosse successo..." ai qualunquisti del "si nasce incendiari e si muore pompieri" o "tutti alla tua età hanno detto certe cose". Sconfiggerò il desiderio di vivere esclusivamente nel passato o nel futuro con l'unico scopo di fuggire.
Niente riuscirà a fermarmi.
Parto alla riconquista del presente. Che poi è un altro modo per dire alla riconquista di me stesso.
